Abstract

Patrizia Sambuco, Corporeal Bonds: The Daughter-Mother Relationship in Twentieth-Century Italian Women’s Writing, University of Toronto Press: Toronto, 2012; 215 pp.: 9781442644250, $55.00
Recensione di: Giusy Di Filippo, University of New Hampshire, USA
Nel suo libro, Patrizia Sambuco discute e analizza la relazione figlia-madre in romanzi appartenenti alla seconda metà del ventesimo secolo quali Menzogna e sortilegio di Morante, Madre e figlia di Sanvitale, Passaggio in ombra di Di Lascia, L’amore molesto di Ferrante e, infine, Benzina di Stancanelli. Si tratta di romanzi in cui le figlie occupano una posizione centrale in quanto narratrici (fa eccezione il romanzo Benzina di Stancanelli che presenta il punto di vista alternato della figlia e della madre all’interno della narrazione). Il libro di Sambuco utilizza un approccio psicoanalitico femminista per dimostrare come nel rapporto figlia-madre, che necessariamente si interseca con il sistema patriarcale, il corpo femminile assuma un simbolismo speciale. Da una parte, l’analisi si concentra sul senso d’identità sviluppato dalle figlie-narratrici. Dall’altra, la studiosa, mutuando il concetto di “corporeal” da Irigaray, mette in evidenza come le figlie e le madri rinegozino il loro legame su un piano “corporale,” riforgiando il loro rapporto spesso a livello di sogno e di fantasia.
Il libro si articola in cinque capitoli preceduti da un’introduzione e da un primo capitolo. L’introduzione (pp. 3–9) e il primo capitolo, intitolato “Psycoanalitic Accounts of Sexual Difference: Luce Irigaray and Italian Feminism” (pp. 10–44), costituiscono un panorama critico che compara gli studi femministi anglo-americani, francesi e italiani dagli inizi degli anni Settanta e fornisce un’attenta disamina delle fonti critiche concernenti le questioni legate al rapporto figlia-madre e al corpo materno. Sambuco fa riferimento al pensiero di Irigaray in merito al simbolico e alla differenza sessuale e ritiene che l’approccio critico e teorico della studiosa francese sia quello che meglio possa prestarsi a strumento d’indagine, in quanto “Irigaray offers an analysis that has relevance for the theorization of women’s subjectivity and is firmly based on a bond that is corporeal” (p. 19). Non trascurando i rapporti problematici tra il femminismo (quello italiano in particolare) e il materno, la studiosa sottolinea l’influenza della teorica francese sul femminismo italiano, ripercorrendo alcuni dei concetti chiave del pensiero teorico elaborato dal gruppo Diotima, da Luisa Muraro e da Adriana Cavarero. A quest’ultima, in particolare, Sambuco si rifà per la rappresentazione del corpo, il concetto di nascita e quello dello sguardo reciproco tra figlia e madre.
Nel secondo capitolo, “Elsa Morante’s Menzogna e sortilegio: The Incorporeal Bond” (pp. 45–74), Sambuco prende in esame Menzogna e sortilegio di Morante. Si tratta di un testo pubblicato molto prima degli altri contemplati nel presente volume, ma si configura proprio per le caratteristiche narrative evidenziate dall’indagine come il punto di inizio del viaggio analitico di Sambuco. La studiosa osserva come lo sviluppo di un senso d’identità da parte della figlia Elisa sia ostacolato da un legame con la madre che si inscrive nella costrizione patriarcale. Il risultato consiste nel fatto che, pur trattandosi di un romanzo avente come fulcro il materno, la ricerca d’identità da parte della protagonista, alla fine del romanzo, rimane senza seguito. La causa risiede nella sua incapacità di sganciarsi dalla “Law of the Father” (p. 66), proprio come accade per le altre donne della famiglia. Le immagini del corpo femminile, dunque, e le loro potenzialità sovversive rispetto a un sistema imposto di valori patriarcali giocano un ruolo irrilevante nello sviluppo dei personaggi femminili (“the incorporeal bond” del titolo del capitolo).
Nel terzo capitolo, “Francesca Sanvitale’s Madre e figlia: Bodies of Pain and Imagination” (pp. 75–102), Sambuco evidenzia come il legame tra figlia e madre si stabilisca attraverso l’esperienza dolorosa del corpo per entrambe le protagoniste. L’enfasi sull’esperienza del corpo femminile permette alla studiosa di individuare nel romanzo il motivo di un cambiamento da una concezione del corpo femminile come oggetto del desiderio maschile alla re-invenzione della relazione con la madre attraverso l’uso dell’immaginazione e dei sogni.
Nel quarto capitolo, “Mariateresa Di Lascia’s Passaggio in ombra: The Maternal as Expression of Desire and Corporeality” (pp. 103–128), la studiosa mette in luce il concetto di nascita grazie al fatto che la madre nella narrazione è un’ostetrica. Inoltre, Sambuco sottolinea come la passione e il desiderio, che richiamano il romanzo di Morante Menzogna e sortilegio, si rivelano momenti importanti per la ricerca del proprio sé da parte della protagonista Chiara. La riconsiderazione del corpo femminile e della corporeità delle donne avviene attraverso la malattia fisica e mentale e permette alla figlia di cogliere lo sviluppo di forme di sapere alternative al potere patriarcale.
Nel quinto capitolo, “Elena Ferrante’s L’amore molesto: The Renegotiation of the Mother’s Body” (pp. 129–144), la studiosa pone in risalto la costruzione di una genealogia tra figlia e madre che inizia dalla riscoperta, da parte della figlia, di avere in comune con quest’ultima l’esperienza dell’oppressione patriarcale. I vestiti, lasciati come regalo dalla madre alla figlia, assurgono in questo romanzo alla cifra di codice comunicativo tra i due personaggi. La figlia può, attraverso questi, procedere alla ricostruzione della storia della madre e soprattutto a quella propria personale, dolorosa e rimossa.
Nel sesto capitolo, “Elena Stancanelli’s Benzina: The Surreal Mother-Daughter Relationship and New Possibilities”, Sambuco prende in esame il romanzo più recente da un punto di vista cronologico e anche molto diverso dalle altre opere narrative considerate in questo studio. L’identità lesbica della protagonista e l’evanescenza della figura materna (morta e presente nel libro come spirito), contribuiscono a una re-immaginazione di una relazione tra figlia e madre. Il senso d’identità della figlia e della madre, tuttavia, non passa attraverso il superamento della relazione o del contrasto con figure maschili – sebbene entrambe cerchino di liberarsi dalle aspettative sociali proiettate su di loro dal sistema patriarcale –, ma piuttosto attraverso la ridefinizione del rapporto della figlia e della madre e dei loro corpi.
Lo studio di Patrizia Sambuco offre una lettura innovativa del rapporto figlia-madre e allarga i confini dell’indagine critica che in precedenza si era occupata della costellazione materna (Laura Benedetti, The Tigress in the Snow (2007); Aldalgisa Giorgio, Writing Mothers and Daughters (2002)). Il lavoro di Sambuco costituisce un importante punto di riferimento non soltanto per gli studiosi di italianistica, ma anche per chi si dedica a studi femminili e di genere.
