Abstract
Apocalittici o crociani? Note su Paura della libertà, Carlo Levi's debt to his “master-enemy” Benedetto Croce has been both acknowledged and disavowed by critics. Nevertheless, several notes from a 1933 notebook might further certify this influence. Held at the Carlo Levi Fund of the Renzo Deaglio Library in Alassio, its unpublished transcription is reproduced here in the appendix. The diary, which also contains much information about Levi's industrious painting activity, includes notes from the complete reading of Poesia e non poesia. Note sulla letteratura europea del secolo decimonono by Croce, published by Laterza in 1923. This essay focuses on the complex relationship that binds Levi to the controversial philosophical and aesthetic legacy of the Neapolitan thinker, as with many other intellectuals of his generation.
Il debito di Carlo Levi nei confronti dell’opera e del pensiero di Benedetto Croce è stato, in sede critica, prima riconosciuto e poi disconosciuto, o meglio accantonato. Già la studiosa Gigliola De Donato ricordava nel suo Saggio su Carlo Levi che la posizione di critica nei confronti del fascismo derivava nello scrittore torinese non tanto dal “pacificato idealismo”, dal suo “disarmo rassegnato”, quanto dall’educazione gobettiana “con la sua etica dell’intransigenza e la sua tensione ideale” (De Donato, 1974: 30). È oramai passato quasi mezzo secolo da quel lontano 1974, e anche io sono corresponsabile di questa presa di distanza, motivata dalla volontà di accentuare i caratteri di originalità del pensiero leviano con una particolare attenzione alla cultura transalpina, e quindi guardando da una parte alla psicoanalisi di stampo junghiano e, dall’altra, all’antropologia e alla sociologia francesi, anche di ascendenza batailliana (Gasperina Geroni, 2018: 62 e sgg.).
Se il giudizio di De Donato rimane nella sostanza corretto, perché indiscutibili sono la centralità e il fascino esercitato dal giovanile incontro con Piero Gobetti, è pur vero che il rapporto di Levi e della sua generazione con Croce e la sua filosofia rimane quantomai ambivalente. E questa ambivalenza la si può toccare con mano già in un gruppo di appunti manoscritti, a oggi inediti, che sono conservati presso il Fondo Carlo Levi della Biblioteca Renzo Deaglio di Alassio e che sono qui riportati (vd. Appendice). Si tratta di appunti estrapolati da tre agendine mediche datate 1933, 1 e suddivise per quadrimestre. Dalla natura delle carte, si evince che le annotazioni vergate a lapis sono quasi sempre contestuali alla datazione dell’agenda. La critica leviana aveva già messo in luce, per altre vie (De Donato e D’Amaro, 2005: 82 e sgg.), quanto l’anno 1933 fosse essenziale nella formazione culturale e intellettuale di Levi poco più che trentenne, anche solo per la tragica corrispondenza con l’ascesa in Germania del nazismo e con la scomparsa dello zio socialista Claudio Treves, ispiratore di quella libertà cui era sempre più difficile ambire.
Dalle agende è evidente che Levi, in quei mesi, si sia dedicato alla lettura intensiva della letteratura inglese in lingua originale: in particolare, si segnalano Lo strano caso del dottor Jekill e del signor Hyde di Stevenson, i Buoni compagni di J.B. Priestley 2 e alcune opere del poeta romantico J. Keats. 3 Sul versante italiano, invece, trovano spazio una riflessione sulla sesta novella della quarta giornata del Decameron e alcune annotazioni sulla musica e sui problemi della società e della lingua italiana rispetto a quella francese, estrapolate dall’edizione carducciana dello Zibaldone di Leopardi. 4
È interessante notare come Levi giudichi quanto ha sottomano con aggettivi qualificativi di diversa gradazione che vanno da cattivo a buono, da giusto a bello o a ottimo, e che utilizzi lo stesso criterio per le proprie opere figurative. Cattivo è, ad esempio, usato per il testo di Priestley. Lo stesso sistema, e qui torno a Croce, è applicato per la parte più corposa di questi esili appunti, cioè nel commento sistematico dei venticinque capitoli di Poesia e non poesia. Note sulla letteratura europea del secolo decimonono, edito da Laterza nel 1923 e che Levi legge integralmente nel mese di ottobre di quello stesso anno. Il capitolo su Schiller è, ad esempio, “ottimo”: “non poeta”, ma “filosofo”; quello su Monti è “buonissimo”: “poeta dell’arcadia e dell’immaginazione”; quello su George Sand “giusto: non poeta, non cigno”, e così via. Dopo un breve e sintetico giudizio di massima sulla qualità dell’analisi crociana, Levi annota il nucleo dell’argomentazione attingendo alle categorie di poesia e non poesia o a qualche breve definizione che riassume l’opera dello scrittore: Werner “cattolicesimo chiesastico”, Foscolo “integralità del sentire, come classicità”, Ibsen “arte religiosa”.
Gli appunti più interessanti però riguardano alcuni autori canonici della letteratura italiana e investono più direttamente il rapporto che Levi intrattiene con il pensiero di Croce. È lo stesso autore a occuparsi del filosofo in diversi suoi scritti.
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In particolare, ne L’estetica del breviario, un testo tra l’umoristico e il satirico ambientato nel 1960, egli rievoca una puntata del gioco televisivo Campanile sera, condotto sul Programma nazionale dal giovane Mike Bongiorno, durante il quale i concorrenti sono tenuti, nel quiz finale, a rispondere alla seguente domanda: “Chi è il celebre scrittore italiano, uno dei cui libri comincia con la seguente frase: “Alla domanda: – che cosa è l’arte? – si potrebbe rispondere celiando (ma non sarebbe una celia sciocca); che l’arte è ciò che tutti sanno che cosa sia””. Alla risposta dei tre professori, “Gabriele d’Annunzio”, l’amico del protagonista è costretto a constatare la distanza temporale che lo lega al suo stesso passato, ribadendo che anche solo cinque anni prima sarebbe stato impensabile confondere Benedetto Croce, autore del Breviario d’estetica, con d’Annunzio.
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Errore perdonabile, continua Levi, forse a distanza di cinquecento anni, quando come da una visione aerea si sarebbe potuto non distinguere una casa da un pagliaio, ma non dopo un così breve lasso di tempo. Ciò denuncia l’assenza di modelli critici forti e ispira nel protagonista un senso di appartenenza crociana, pur nel dissenso: “Che Croce non tiranneggi più il pensiero e la critica italiana, tu lo sai, ne sarei lieto, ma a condizione che qualcosa d’altro ne avesse preso il posto. E invece temo che il posto sia vuoto. Vuol dire”, conchiuse, per non risparmiare, secondo la sua abitudine, un motto di spirito, “che al posto del breviario di estetica ci è rimasto soltanto il breviario, e forse neppure quello, che sarebbe già qualche cosa”. (Levi, 2002: 205)
Solmi coglie nel segno con la sua retrospettiva generazionale. E difatti, l’autore di Poesia e non poesia è puntualmente criticato anche da Levi, in relazione agli autori più amati. È noto il metodo con cui Croce ha ideato i venticinque ritratti autoriali: a una prima definizione che colloca l’autore “nella moderna storia mentale e morale” (Croce, 2023: 9), segue un’analisi degli elementi non poetici della sua arte, secondo quanto esposto nell’Estetica e poi nel Breviario, e solo una volta sgomberato il campo dall’impoetico, seppur con una certa arbitrarietà, si può raccogliere il fiore dell’arte. In relazione agli autori più amati, questo metodo suscita però delle perplessità che Levi non esita a cogliere: per Alfieri è “giusta la definizione di protoromantico – il superuomo. Lo sceveramento di poesia e oratoria – ma insufficiente la delimitazione della poesia” (vd. Appendice); il Leopardi del capitolo X è, invece, così commentato: “Sostanzialmente giusto e bello come esempio di metodologia. Ma anche qui sfugge, dopo tutte le energie [?] e distinzioni dalla non poesia, il reale carattere della poesia” (vd. Appendice). La critica di Levi investe l’eccessiva durezza del giudizio crociano e la limitazione dell’analisi al solo contenuto dell’opera e non agli elementi formali.
È tuttavia interessante una citazione che Levi estrapola dal capitolo su Manzoni, definito “ottimo”, in cui Croce identifica nel moralismo il limite dell’arte manzoniana. Qui, nello specifico, al moralismo è opposto il significato dell’amore, la cui importanza nell’opera letteraria e pittorica del torinese è già stata messa in luce da Vincenzo Consolo (Levi, 2016). A proposito dei Promessi sposi, Croce scrive: L’amore è l’irrazionale-razionale, il più diretto simbolo della vita, nesso di amor proprio e di sacrificio, di voluttuoso delirio e di opera feconda, di debolezza e di forza, fonte di purificazione, gorgo d’impurità: nell’amore, l’uomo è vissuto dalla natura, e pur si afferma uomo, levando l’occhio al cielo. Chi si pone nel punto di vista dell’amore, ossia della passione, è nel punto opposto a quello del moralista […]. (Croce, 2023: 144)
In questo gioco di opposizioni particolari (l’irrazionale e il razionale, l’amor proprio e il sacrificio, il delirio e l’opera, la debolezza e la forza ecc.) che sono poi sussunte e riplasmate dialetticamente nell’amore o nel sentimento (qui opposto alla morale), si rivela uno dei caratteri fondanti della posizione crociana, o meglio di quello che Gianfranco Contini, altro intellettuale piemontese, ha definito una sua volgarizzazione, “depauperazione”, “dogmatizzazione”: “Il crocianesimo corrente, – scrive il critico – al quale pur si deve la felice divulgazione dell’abito del distinguere e della riduzione all’unità, 7 era asserzione e applicazione di tesi, quasi di verità piovute dal cielo, ancora sprovviste naturalmente delle necessarie implicazioni, ma soprattutto affermate fuori e sopra la storia” (Contini, 1989: 3–4).
In coerenza con la cultura torinese tra le due guerre, per la quale il crocianesimo “era un sicuro criterio di delimitazione fra coloro che erano entrati in possesso della verità e coloro che […] brancolavano nelle tenebre” (Bobbio, 1977: 35), anche per Levi l’unità del molteplice, la particolarità ricompresa alla luce di un universale in grado di assorbire e spiegare gli aspetti individuali, costituisce il lascito maggiore della filosofia crociana che, nel Breviario, si esplica in modo schietto ed evidente: “Né l’artista che produce l’arte, né lo spettatore che la contempla, hanno bisogno d’altro che dell’universale e dell’individuale, o, meglio dell’universale individuato: della universale attività artistica, che si è contratta e concentrata tutta nella rappresentazione di un singolo stato d’animo” (Croce, 2011: 71).
Ma questo aspetto specifico dell’estetica crociana cortocircuitava, e qui si arriva al primo polo dell’ossimorica definizione “nemico-Maestro”, con quella cultura transalpina che, in altro modo, aveva superato il clima positivistico tardo-ottocentesco e per la quale il maestro non poteva non provare, non dico, un senso di repulsione, ma quantomeno di sincera avversione.
Per questa costellazione di giovani artisti e intellettuali tra i quali Levi può essere posto accanto a Debenedetti, Mila, Montale, 8 Solmi e alcuni altri, il nome di Croce non era l’unico nume tutelare da dispiegare contro l’oscurità dei fascismi, anzi la sua posizione andava integrata con “l’esprit de finesse” (Solmi, 1992: 497) che si poteva riconoscere in filosofi e scrittori come Alain, Bergson, Valéry e Jung. Non occorre ricordare la centralità di questo côte culturale, per la maggiore di area francofona, entro l’opera di Levi e nelle pagine della critica a esse correlata. Preme invece mostrare quanto, all’altezza della stesura di Paura della libertà, il pensiero estetico crociano, pur costituendo, come amava ricordare sempre Solmi, “l’ossatura più salda” della cultura contemporanea si sia poi precluso “la via a nuove e feconde distinzioni teoriche, restando perciò addietro alle anticipazioni della critica più avanzata, che pur se ne è quasi esclusivamente nutrita, e giungendo perfino ad avallare, se pure in modo del tutto involontario, le reviviscenze di quel cattivo misticismo estetico che sposta le questioni sopra un piano del tutto astratto ed ineffettuale, ed è dannoso tanto alla teoria quanto alla pratica del giudizio critico” (Solmi, 2005: 73).
Questo trova una precisa esemplificazione nel passo più noto di Paura della libertà, attorno al quale gravita l’intero sistema teorico leviano. Mi riferisco al polo dell’“avvenimento” quale punto di mediazione dialettica tra la “natura ineffabile” e la “differenziazione completa”, il distacco dal tutto (azione). Scrive Levi: L’avvenimento è invece il prodotto dell’attività umana in quanto creatrice, ricca cioè nello stesso momento di differenziazione e di indifferenziazione, di individualità e di universalità: tanto più individuale quanto più sopraindividuale, tanto più universale quanto più singola e intensa, libera insieme e necessaria – comprensibile a tutti per loro comune indistinta natura; trascendente a ciascuno in quanto distinto e individuale – ma a cui tutti, nella loro individuazione, liberamente partecipano e portano coscienza. (Levi, 1964: 23–24)
C’è qui una spiccata inclinazione verso le nuove esperienze intellettuali della storia delle religioni e della psicologia del profondo, al pari di un interesse che gli derivava dalla lettura di Alain, autore molto vivo nella cultura piemontese tra le due guerre, un po’ per il suo pensiero sempre attento ai fatti materiali e artigianali delle diverse arti, la cui unità pensata da Croce andava poi messa alla prova della realtà, del marmo e della parola, e un po’ perché egli considerava i riti e le cerimonie strumenti, propri dell’infanzia ma presenti anche nel mondo adulto, atti a contenere il terrore primordiale, elemento questo alla radice delle religioni e dell’ordinamento sociale e statale. Nel 1952, lo stesso Levi ricorderà l’importanza dell’opera Les Dieux (1933) entro l’economia di Paura della libertà: questo [suo] modo del pensiero urtava contro un’abitudine sistematica e astratta del mondo ufficiale dei filosofi e dei letterati italiani, che, al lume freddo dei loro sistemi, potevano (se l’avessero letto) meccanicamente confutarlo; ma non potevano, per la sua vitalità sfuggente, afferrarlo. […] Il coraggio di vivere è il senso stesso della prosa di Alain, di ogni sua frase, periodo e pensiero, come un respiro continuato. È lo stesso coraggio del sublime quotidiano di tutti gli uomini. (Levi, 2001: 166–167)
L’accostamento non è peregrino. Anzi, tornando all’agenda del 1933, da cui sono partito, si legge questa preziosa indicazione: “Con gli archetipi di Jung si spiega il carattere fortemente emotivo delle forme più indeterminate, e il significato di quanto c’è di caos indifferenziato nella mia pittura. Forse anche la sensualità?” (Fondo Carlo Levi) 9 Croce e Jung convivevano dunque già nelle pagine leviane del 1933, erano ancora però distanti l’uno dall’altro, prevaleva il pensiero del filosofo italiano, anche se i semi della curiosità leviana stavano germogliando a contatto con l’ambiente parigino, dove deve essere avvenuto il decisivo incontro con l’opera dello psicoanalista svizzero. Ma questo rapporto che si è qui seguito nel suo avvicendarsi alterno si concluderà solo molti anni dopo, nel 1950, con la pubblicazione della terza opera leviana, L’Orologio. Come non ricordare la scena del sogno del protagonista che dà avvio al romanzo: dopo che una donna misteriosa sottrae a Carlo sulla collina di Alassio l’orologio paterno, il protagonista si ritrova in un tribunale di piazza San Carlo a Torino, “dove Vittorio Alfieri saliva lo scalone col suo cavallo”, e dove ora a presiedere la seduta di quel tribunale così rumoroso c’è “un piccolo vecchio, dalla pelle coperta di scaglie minute come quelle di un pesce […]. Lo guardai appena entrato, lo riconobbi, e mi riconfortai. E come avrei potuto non rallegrarmi? Era Benedetto Croce, il Virgilio napoletano, onore, lume, duca, signore e maestro dei miei contemporanei” (Levi, 2015: 20–1). La fine del sogno coincide con una lunga e inedita ricerca di un nuovo orologio, di un nuovo indirizzo sociale, politico e culturale, che guardasse anche alla psicologia del profondo che ampio spazio trova nell’Orologio, in virtù del personaggio di Martino e della sua interpretazione dei sogni.
Nelle ultime pagine del romanzo, il protagonista passa dinnanzi alla casa napoletana del nemico-Maestro, che aveva rubato il posto all’altro filosofo napoletano, Giambattista Vico, e come già preannunciato durante il sogno sovrappone la sua immagine a quella della figura mitologica di Cola Pesce, di cui lo stesso Croce si era occupato (1919): Forse non senza ragione il signore del luogo lo teneva sulla porta, al posto della targa col nome, egli che con così soave canto sapeva sedurre i giovani che si avventuravano sul mare della dialettica, che affondava nei vortici delle distinzioni i vascelli coperti di vele degli pseudoconcetti, e vi afferrava con le mani squamose gli improvvidi marinai, i capitani e i mozzi, per divorarli. (Levi, 2015: 344)
Nota al testo
L’agenda della Medicina Internazionale dei Laboratori Italiani Robin è custodita presso il Fondo Carlo Levi della Biblioteca civica “Renzo Deaglio” di Alassio (anno 1933, 3 agendine per quadrimestre). Il 1933 fu un anno cruciale per la formazione intellettuale e culturale di Levi, che trascorse la prima parte dell’anno a Parigi e poi a Torino. Grazie alle agende, è possibile ricostruire alcune relazioni intrecciate in quei mesi, così alcune letture o alcuni versi trascritti di poeti inglesi. Più in particolare, le agende forniscono una precisa panoramica delle opere pittoriche realizzate nel corso di quell’anno intenso (più di duecento tele realizzate). Queste sono brevemente descritte e identificate da una stringa alfanumerica o solo numerica, come 331171 (dove l’apice indica il numero progressivo delle opere realizzate dall’inizio dell’anno, le prime due cifre l’anno di realizzazione, la terza il mese, le ultime due il giorno). Particolare rilievo offrono gli appunti dedicati alla lettura dell’opera di Benedetto Croce, Poesia e non poesia. Note sulla letteratura europea del secolo decimonono (1922). Le sette pagine sono inedite e scritte a lapis. Risalgono, presumibilmente, allo stesso anno di datazione dell’agenda e non presentano segni di cancellatura o altri elementi degni di nota.
Un alto grado di disomogeneità grafica è riconducibile alla natura di appunti occasionali, frutto della lettura del testo crociano. Ma questo vale per tutti gli appunti, dei quali non si è riusciti a dare una lettura integrale, alcune frasi risultano cancellate, altre non leggibili. In via conservativa si è agito in relazione all’interpunzione, non normalizzandola, ma mostrandone il carattere estemporaneo e provvisorio. Alcuni nomi sono stati normalizzati o esplicitati, sempre segnalandolo in nota. Nella trascrizione del testo vengono utilizzati i seguenti simboli: < …> parola illeggibile; <… …> parole illeggibili; — linea di separazione orizzontale; il testo sottolineato è reso in corsivo; il testo sottolineato due volte è reso con sottolineatura singola; le parole barrate sono tali anche nel ms. Sono state conservate peculiarità di grafia e punteggiatura. Il fine pagina è segnalato, come si evince, dal cambio della datazione in grassetto. Gli interventi redazionali sono inseriti a testo in corsivo tra parentesi quadre.
Footnotes
Notes
Appendice
1933
I° quadrimestre
AGENDA QUADRIMESTRALE DELLA MEDICINA INTERNAZIONALE DEI LABORATORI ITALIANI ROBIN MILANO QUARANTUNESIMO ANNO
Domenica 1 gennaio
Aria [?] 160 × 175
Signore 75 × 162
12.F. 50 × 61
30F 73 × 92
8F. 38 × 46
69 × 89
60F [94 × 128] 97 × 130
Lunedì 2 gennaio
Se gli italiani avessero più società, del che sono capacissimi come lo furono nel cinquecento, e se conversassero non in francese ma in italiano, essi ben presto riuscirebbero a dare alla loro lingua le parole e qualità equivalenti a quelle della francese in questo genere, e non per tanto parlerebbero e scriverebbero in italiano; riuscirebbero a creare un
Martedì 3 gennaio
linguaggio sociale italiano tanto polito, raffinato, pieghevole e ricco e gaio ec. quanto il francese; non però francese, ma proprio e nazionale… Questa capacità è dell’indole dell’italiano e quindi inseparabile da esso; non però può ridursi a atto senza le necessarie circostanze… ecc. Leopardi. Pensieri [1950] III 459
Grandezza del Boccaccio, Letto la 6[ms 4]°? della 4° Giornata, la novella dei sogni. Il tono è fin dal principio vago; il sogno di lei più indeterminato di quello di lui, e quindi più spaventevole. Nessuna immagine descrittiva: la stessa paurosa mancanza di forma della cosa nera
è in ogni oggetto: i personaggi non sono descritti, e le uniche cose che appaiono colorate sono le rose bianche e vermiglie, e il prato verde dove lui muore. Straordinaria la scena d’amore, mentre lei guarda per il prato, si vede arrivare qualcosa di nero. Dopo la morte, è come una seconda parte
della novella, che diventa una musica funebre di morte di un eroe: il tono altamente oratorio e celebrativo, nobilissimo, il plebeo che muore come un signore; e perfino la scena del podestà che vuol profittare della situazione è in certo modo nobilitata. In tutto fatta di ritmo
poetico, di sentimento diffuso e senza forma, immagine vera della morte.
Sabato 14 gennaio
Straordinario senso di civiltà, piacere intellettuale dato da Firenze a me che vengo da Roma. L’ingresso in S.M. del Fiore dà una vera commozione intellettuale, per la misura degli archi e degli spazi. Così i chiostri di S.M. Novella. Anche il Pal. della Signoria mi parve bello! Michelangelo all’Accademia: sensuale per Firenze, intellettuale per Roma: non più ‘500 e non ancora ‘600: inventore di un mondo nuovo (e assai trouble [?]).
Domenica 15 gennaio
Lucca:
Lunedì 16 gennaio
Concerto bachiano. Partita: la Sarabanda è musica fondata sul puro suono, come avviene talvolta in Stravinskij [ms Strawinski]. Così anche in altri pezzi talvolta il ritmo e il movimento non sono belli come tali, ma appaiono o un modo retorico di presentazione del suono, o quasi il naturale respiro e ondeggiamento di quello: ma ciò che è essenziale è il suono stesso.
Martedì 17 gennaio
331171. Ritratto. Figura appoggiata alla mano 50 × 61 tela Fondo chiaro. Vestito e capelli neri. Assai somigliante, un po’ facile come pittura.
331172. 50 × 61. cartone.
Natura morta: aranci mandarini limoni, pane, metro, straccio. Orizzontale. Colori scuri, intensi: (da finire). Ancora un po’ autoimitazione.
—
Cominciato a leggere Schlegel
Mercoledì 18 gennaio
333118–30 F. 73 × 92 Tela [73 × 92 Tela scritto successivamente in interlinea] Cominciato ritratto di Mariuccia, appoggiata a una spalliera, vestita di chiaro con le gambe scoperte. L’inizio è però troppo elegante e, soprattutto, non è abbastanza giustificato il grande spazio vuoto del fondo, che non bastano a render vivo i soliti bianchi e segni di pennellata.
—
Con gli archetipi di Jung si spiega il carattere fortemente emotivo delle forme più indeterminate, e il significato di quanto c’è di caos indifferenziato nella mia pittura. Forse anche la sensualità?
Giovedì 19 gennaio
433119. Tela 50 × 61. Modella Giuseppina Peracchi (Nenè) sdraiata di schiena, busto. Appoggiata sulle braccia, occhi aperti, grosse labbra. Pittura chiara, liquida
[Continuato il 33118]
—
533119A. 38 × 46 Tela.
Viso di Mariuccia, di traverso; grigio e azzurro, con fondo blu in alto a destra (reminiscenze Picassiane?)
Venerdì 20 gennaio
633120. Tela, dimensioni del Signore. Nudo sdraiato (Nené). Cominciato 75 × 162 [75 × 162 cerchiato] |
Sabato 21 gennaio
733121. Tela 50 × 61 Mariuccia, come Zingara, con viso scuro, colletto verde e abito giallo, collane. Sul petto, il bordo dell’abito, come un giardino bizzarramente fiorito
Domenica 22 gennaio
833122. Tela 38 × 46 Ritratto di Mariuccia, come Zingara. Testa inclinata appoggiata sul braccio. Espressione melanconica e ardente. La <…> prophétique ecc.
—
Thou wast not born for death, immortal Bird!
Keats, Ode to a Nightingale. 1819. a proposito di Ma<…>.
Lunedì 23 gennaio:
933123. Tela 94 × 128 grande nudo di Nené, carnoso, pesante e sensuale. Altra figura sdraiata a destra. Pittura violenta, con un vero geroglifico di ombre.
1033123A. Monotipo 12 × 42. Donna nuda in piedi.
1133123B. Monotipo 38 × 46 Mariuccia come Zingara (non molto buono, un po’ confuso)
—
Soon wild commotions shook him, and made flush / All the immortal fairness of his limbs… Hyperion, III 124
Martedì 24 gennaio
But what, without the social thought of thee,
Would be the wonders of the sky and sea?
Keats: To my brother George
—
1233124. 50 × 61. Ritratto: viso impressionista. Mani rosse.
1333124A. disegno su carta in inchiostro nero lavato. Natura morta, bicchiere, boccetta d’inchiostro.
[regalato a Walter 17/2/33] [sezione tra parentesi quadre aggiunta successivamente]
Mercoledì 25 gennaio
1433125. Autoritratto fatto a Roma e ripreso oggi. Testone gigantesco: fatto il fondo <…> di grigio che era
cambiati i capelli, ecc.
Giovedì 26 gennaio
1533126. Natura morta fatta a Roma e ripresa oggi. (Caraffa azzurra: lampada a petrolio).
1633126A. Tela 38 × 46 verticale. Natura morta: frutto pastiglie Valda, 2 bicchieri, boccetta d’inchiostro, cerini strisciati, pennelli.
Fortemente colorato
a letto con l’influenza
Venerdì 27 gennaio
letto Stranger case of Dr Jekyll ecc.
Influenza: letto Priestley (cattivo)
Sabato 28 gennaio
influenza
finito Priestley
Domenica 29 gennaio
Influenza
Lunedì 30 gennaio
Leopardi. Sulla Musica 1664 effetto del puro suono—1758
1781–3
Influenza
Martedì 31 gennaio
Alzato dall’influenza. Fatti 2 piccoli disegni.
Leopardi: Sulla Lingua.
1216 e sgg. (Lingua europea) 1756–57 (lingue personali e di famiglia)
1813.15. lingua francese come lingua sociale, volgare, epigrammatica ecc. italiano elegante e foscoliano, poetico
1888 e segg. id. fino a 1903 1950 2060 e sgg.
Venerdì 3 febbraio
18Copia dell’Uomo rosso
M. 1733203. Monotipo 50 × 61. Donna nuda sdraiata chiarissimo.
Sabato 4 febbraio
Copia uomo rosso
Lunedì 6 febbraio
1933206. Tela 69 × 89 verticale (sopra <…> e leone) Mazzo di fiori (mimose e narcisi. Due stracci bianchi, frutta, bicchieri, inchiostro e fiammiferi.
Martedì 7 febbraio
lavorato al 33118
aggiunto il 3° nudo al 33123.
Mercoledì 8 febbraio
lavorato al 33118
aggiunto il mazzo al 33120
2033028. Tela 38 × 46 orizz. viso di Mariuccia in verde, con una mano che tiene una sigaretta.
Giovedì 9 febbraio
2133029. Tela 17 × 130. Orizzontale Nudo (M.) sdraiato: figura vestita di verde (Mariuccia) sdraiata sopra.
Venerdì 10 febbraio
2233210. Tela 50 × 61 orizzontale Mariuccia in verde con un mazzo di foglie e carta bianca
2333210A Tela 73 × 92 verticale. Nudo (M.) di schiena, a destra mazzo di foglie e carta, a sinistra mela.
Sabato 11 febbraio
2433211. Tela 73 × 92 orizz. Natura morta: Statua incoronata di foglie mazzo di foglie e carta, straccio, mela, due aranci, latta, tubetto.
Domenica 12 febbraio
lavorato al 33029
Lunedì 13 febbraio
lavorato al 33120
Martedì 14 febbraio
lavorato al 33211 e al 33123
Venerdì 17 febbraio
Stravinskij [ms Strawinski]
Sabato 18 febbraio
2533218 – Tela 50 × 61 orizz. Mariuccia appoggiata al tavolo, con piccoli burattini alla rinfusa.
Domenica 19 febbraio
X Noia
Lunedì 20 febbraio
2633220. Tela 97 × 130 verticale 2 donne nude, formose (come divinità orientali dalle molte mammelle
Martedì 21 febbraio
Lavorato al 33220
Mercoledì 22 febbraio
2733222 – Tela 50 × 61 verticale Mariuccia (busto) con abito rosso-viola, mani rosse viso grigio pallido.
2833222A – Tela 69 × 89 verticale (dipinto sopra vecchio quadro di Mariuccia sdraiata, grigio) M. sdraiata, abito rosso viola, coscie scoperte, gambe accavallate, calze, elastici neri.
Sabato 25 febbraio
2933225 – Tela 38 × 46 orizzontale
Natura morta con pesce pane, frutto, cestino di frutta, latte, colla.
Domenica 26 febbraio
Viaggio. Letto libro Antonello (Il Peccato originale)
È peccato che Antonello non sappia seriamente approfondire le idee, e, anche quando introduce un certo pathos resta sempre alla superficie, amabilmente erudito.
Martedì 28 febbraio
P. 3033228– Tela 50 × 61 orizz. Natura morta: straccio bianco panneggiato a destra spazzola e pettine, pennello barba, tre banane, due arance, mela rossa scura.
Venerdì 3 marzo
Versi attribuiti a M.me d’<… …>. Valsalice.
Sabato 4 marzo
313334–Tela 50 × 61 orizzontale Natura morta, carta gialla, straccio bianco, 2 tubi colore, buccia banana e arancio, arancio mela, mezzo arancio.
32M. 3334A. Monotipo (vasca del Lussemburgo, con statua sulla colonna, e <…>)
Domenica 5 marzo
333335. Tela 38 × 64 orizz. Natura morta straccio, aranci mela rossa, bucce due tubi neri.
Lunedì 6 marzo
343336. Tela 38 × 64 verticale Nat. morta, straccio, guanto, arancio, 2 1/2 mele. (esotica)
Martedì 7 marzo
353337 – Tela 50 × 61 verticale. Autoritratto, con straccio attorno al collo.
Mercoledì 8 marzo
363338 – Tela 50 × 61 verticale. Autoritratto con braccia conserte, maglia verdastra
373338A Tela 46 × 38 orizz. Natura morta guanti, 2 banane verdi, 2 piccole banane giallo e nere, due mezze mele, arancia in carta.
Lunedì 13 marzo
3833313 – Tela 38 × 46 orizz. Viole, 2 ½ mele, arancia, straccio, bucce, banane.
Giovedì 16 marzo
3933316–Tela 50 × 61 verticale Ritratto di Dondi
Venerdì 17 marzo
4033317 – Tela 30 F. verticale Nudo maschile. Braccio sinistro sul capo, destro a coprire i genitali.
Sabato 18 marzo
4133318–Tela 50 × 61 orizzontale Natura morta straccio, limone spremuto, frutta su un piatto, scatola Gitanes verdi.
Domenica 19 marzo
Bambini in cortile fanno il girotondo e cantano una canzone sull’aria Verdolin Verdolinetto.
4233319. Tela 46 × 38 verticale. Vaso con garofani, e pane orizzontale
43333319A Tela 46 × 38 verticale Autoritratto con ombre
Lunedì 20 marzo
4433320 – Tela 30 F. orizz. Ritratto di Dondi
Martedì 21 marzo
ore 12 De Pisis —
45333321–50 × 61 tela verticale Testa di Dondi.
Giovedì 23 marzo
4633323–Tela 50 × 61 verticale
Ritratto di Dondi con pane e fiori gialli.
Venerdì 24 marzo
4733324– 8F. orizz.
Violetta dormiente, appoggiata alle mani.
4833324A–8F verticale N.[atura] M.[orta] con ricciolo di buccia d’arancia.
4933324B–Piccola N.M. orizzontale con ricciolo di buccia d’arancia, fondo bleu
5033324C– piccolo autoritratto verticale (cattivo)
Sabato 25 marzo
5133325 – 60F. uomo che scrive a macchina
Domenica 26 marzo
lavorato a 33325
5233326–Piccolo ritratto di Dondi in bleu
Lunedì 27 marzo
5333327 – 12F. orizzontale N.M. con giacca marrone, guanto, banane nere e arance e 1/2 limone.
Martedì 28 marzo
54M33328 – Monotipo 78 × 46 orizz. Roccia e Madonna
55M. 33328A- Monot. 78 × 46 orizz. Mano di Dio e creazione di Eva
Mercoledì 29 marzo
5633329 – Tela 50 × 61 orizz. Autoritratto con mano sul capo, altra mano sul petto, camicia bianca.
57M.33329A Monotipo 38 × 46: verticale. Pani bianchi, mezzo arancio e buccia
Giovedì 30 marzo
M.583330 – mon. Orizzontale. Stracci, pane, vaso di fiori, gioielli, mezzo arancio.
Venerdì 31 marzo
5933331 – Tela 60 F orizz. Ritratto di <…> e di Margaret
60M. 33331A – Paesaggio di Parigi (mon. orizzontale)
61M.33331B – Autoritratto, fronte con rughe orizzontali (mon. verticale)
Sabato 1 Aprile
623341 – 30F. verticale Ritratto testa nell’angolo sinistro, mani rosse, ombre segnate
Lunedì 3 Aprile
633343 – 30F. verticale
Margaret e <…> abbracciate. (v. ritratto di 33418A)
643343A. 80 P. orizzontale Grande nudo V.
Martedì 4 Aprile
653344 – Piccolissimo verticale ritratto di V., mani e capelli rossi
Mercoledì 5 Aprile
663345 – 30F. orizzontale Tela Ritratto di Mme Jahier (sopra al 33320)
673345A 88 × 46 verticale tela ritratto (sopra al 33319A)
Giovedì 6 Aprile
lavorato al 33331
683346 – 80P. orizzontale Tela Il Gallo morente (Margaret)
Sabato 8 Aprile
693348–Tela 50 × 61 verticale Ritratto di Violetta
70M3348A–Monotipo Gallo morente
71M3348B–Monotipo erotico due intrecciati
Domenica 9 Aprile
723349–Tela 50 × 61 verticale Ritratto di De Pisis
Lunedì 10 Aprile
7333410 – Tela 30 F. orizz. (sopra il 3341) Natura morta con testa di dormiente, pane, <…>, mela verde, guanto, bottiglia ecc.
74M33410A – Monotipo n.m. orizz.
Pani, arancio spelato, 1/2 arancio, fiori gialli, tavolozza
75M33410B – Monotipo, autoritratto con tratti in inchiostro di china.
Giovedì 13 Aprile
lavorato al 33410
Venerdì 14 Aprile
7633414 – Ritratto di Mme Jahier con la pelliccia nera. Tela 50 × 61. Verticale
7733414A – Piccolissimo paesaggio dalla finestra, con Toni a Mont Valérien.
Domenica 16 Aprile
lavorato al ritratto di De Pisis, natura morta grande ecc.
Lunedì 17 Aprile
7833417 – 30F. Due nudi maschili. Verticale (sopra il 33317)
7933417A – Tela 38 × 46. verticale. Natura morta, con spazzola chiara, 3 arance, 1 limone, tubi, pappagallo verde su carta bleu, stracci, ecc.
Martedì 18 Aprile
8033418 – 30F. orizzontale Ritratto di <…>
(sopra il 3343
Mercoledì 19 Aprile
8133419–Tela 50 × 61 verticale N.M. pappagallo candeliere frutta libri, tenaglia, martello
Venerdì 21 Aprile
8233421 – Tela 30 P. verticale (tela Corbelleri [?]) mazzo di fiori e n. morta
Domenica 23 Aprile
8333423–Tela 50 × 61 verticale
8433423A–Tela 50 × 61 verticale. Ritratto di Ada con un giornale in mano, braccia dietro la testa (+)
Lunedì 24 Aprile
8533424 – Tela 38 × 46 orizz. N.m. con carciofo e finocchi, foglie e forchetta (carciofo <…>) (+)
8633424A–Tela 38 × 46 vert. Ritratto di Violetta
Mercoledì 26 Aprile
8733426 – Tela 50 × 61 orizzontale. N.m. carciofo, finocchio, tre banane verdi, buccia di banana, pane, arancio, straccio e foglie.
8833426A – Tela 38 × 46 verticale. Carciofo, 3 banane verdi, 1 buccia banana, 1 arancio.
Giovedì 27 Aprile
8933427 – Tela 25 P. verticale n.m. uomo dormiente pani, aranci, carciofi, finocchio, bucce banane, straccio, foglie.
Venerdì 28 Aprile
9033428 – Tela 50 × 61 verticale n.m. pane, due petits pains, limone, gitanes, piatto con spine e testa di pesce, cravettes rose, coltello, forchetta, straccio e foglie Verdi.
M.33428A91—N.m. fiori pane gamberi (verticale mon.)
M.33428B92 – (Mon. orizz.) Amanti in letto
M.33428C93 – (verticale mon) a <… …>
Sabato 29 Aprile
94M.33429A – monotipo verticale. Erotico: figura, fetta di pane, <…>, mele ecc.
95M33429B– monot. orizzontale 2 <…>, <…> mare con due barche a vela
96M33429C mon. verticale vaso fiori, bicchiere con pennello
97M33429D mon. verticale barattolo ragout [?], pattini, tubo colore, zucchero, <…>
Domenica 30 Aprile
9833430 – Tela 38 × 46 vert. <…> vista di dietro
99M.33430A – mon. verticale fiori gialli che prendono verso basso a sinistra, piatto a destra
100M.33430B – mon. verticale Arianna Teseo e Minotauro.
II° quadrimestre
Lunedì 1 maggio
1013351 – 60F. orizzontale modella Iosetta [modella Iosetta Rosset, ndr]
— <… …>
Martedì 2 maggio
102M.3352 – Monotipo orizzontale, vaso di foglie e fiori, bicchiere con mughetto.
— <… …>
Mercoledì 3 maggio
1033353 – cartone orizzontale circa 45 × 56. Vitia [Vitia Gurevitch, ndr] sdraiata.
104M3353A – monotipo orizzontale Due amanti uniti.
Giovedì 4 maggio
1053354 – Carta da monotipo verticale. Pittura a olio. Uomo nudo seduto, nell’atteggiamento del pungolatore
Venerdì 5 maggio
106M.3355 – Monotipo orizzontale. Autoritratto con mani
Domenica 7 maggio
1073357 40F. orizzontale Grande natura morta con nudo di donna sdraiata in alto e a sinistra.
1083357A 38 × 46 verticale (sopra tela 1932–59) Ritratto mostruoso di Mme Jahier
Martedì 9 maggio
1093359–38 × 46 orizzontale <…>, pane, banane, fragole
Mercoledì 10 maggio
11033510 – Tela 50 × 61 orizzontale N.m. con pane circolare e altri pani
Giovedì 11 maggio
11133511–30 P. n. morta e figura dormiente.
11233511A–40F Vitia seduta
Venerdì 12 maggio
50 × 61 orizzontale Vitia con le mani dietro la testa (Venduto)
Mercoledì 17 maggio
11433517–50 P. orizz.
Comizio [?] Jahier
Domenica 21 maggio
11533521–25 P. verticale. Vitia dormente abito nero, collana e cintura.
Martedì 23 maggio
Esposizione
Venerdì 2 giugno
parte Vitia
Sabato 17 giugno
<… …>
Martedì 27 giugno
11633627 – autoritratto 38 × 46 Tela
Mercoledì 28 giugno
11733268–30 P. Adriana
Venerdì 30 giugno
11833630–50 × 61 orizz. Sopra il 33327 Adriana
Domenica 2 luglio
1193372–Tela 50 × 61 Ritratto Corbelli
Lunedì 3 luglio
<… …>
Giovedì 6 luglio
Groupe Scolaire de Villejuif ed. architecture d’<…>
Lunedì 10 luglio
Arrivo Torino
<… …>
Mercoledì 12 luglio
12033712 – Tela orizzontale. Mariuccia appoggiata alle mani
Lunedì 17 luglio
12133717 cartone tela 20 × 35 verticale Uomo nudo braccia alzate.
Martedì 18 luglio
12233718 – Cartone piccolo verticale 2 P. 10 × 24 Autoritratto occhi vicini
Sabato 22 luglio
12333722–Tela 50 × 61 orizzontale Autoritratto con maglia blu, braccia nude, pescatore napoletano.
Domenica 23 luglio
12433723–Cartone 50 × 61 orizzontale Mazzo di foglie e fiori in vaso bianco e blu.
Lunedì 24 luglio
12533724–Cartone 50 × 61 orizzontale N.M. con straccio bianco, banane intere e banane sbucciate, 2 pani, foglie di lauro macchiato.
Martedì 25 luglio
12633725 – Cartone piccolo orizzontale 20 × 35 N.m. con pane tondo, pane lungo, 2 banane, 1 banana sbucciata, piatto azzurro
Mercoledì 26 luglio
12733726 – Cartone 50 × 61 verticale N.m. con pane, banane, spazzola nera, straccio, fiori rosso e bianco. —
128A33426A cartone 50 × 61 verticale Ritratto della Sign.na Pacchiori
Giovedì 27 luglio
12933727 – Cartone 50 × 61 orizzontale N.M. con straccio, melanzana, melanzana spaccata in due, banana, coltello. —
130A33727A–Cartone orizzontale N.m. con straccio, melanzane e due mezze melanzane
131B33727B–Cartone piccolo verticale Autoritratto
Sabato 29 luglio
13233729 – Cartone orizzontale piccolo N.m. con fichi neri, fico aperto, pesca, tre pere, carta rossa.
Domenica 30 luglio
13333730 – Cartone orizzontale 5P N.m. con pesca spaccata, fico nero, fico aperto, mezza pesca, pera, straccio bianco.
134A33730A – Cartone lungo orizzontale 53 × 33 n.m. con straccio, pane, melanzane, pesca aperta, fichi, pane.
135B33730B – Cartone verticale piccolo Autoritratto
Martedì 1 agosto
Viaggio con Paola
Forte – Montalto di Castro – Tarquinia – Roma
Mercoledì 3 agosto
Viaggio con Paola <…>
Lunedì 7 agosto
1363387 – Cartone orizz. 5P. “I vecchi avevano ragione”
Stessa cosa senza numero, disegno a color inchiostro
1373387A – mandato a Paola.
Martedì 8 agosto
1383388 – 8F. verticale tela vaso di vetro antico con rose
Alassio, arrivo mezzogiorno
Mercoledì 9 agosto
1393389 – 8F. orizz. tela n.m. con melograno, limone, prugna, pesche, foglie fico.
1403389A – 12 F. verticale Maddalena con lacrima
141d. 3389B papà colla testa fasciata
142d. 3389C
143d. 3389D
144d. 3389E
145d. 3389F
146d. 3389G gatta [?] e gattino
Giovedì 10 agosto
14733810 – 8F. tela verticale ritratto di Mamma (testa sola)
14833810A – 8F. tela verticale ritratto di Mamma (testa e braccio sinistro)
Venerdì 11 agosto
14933811 – 12F. verticale ritratto di Luisa [Luisa Levi, sorella maggiore di Carlo, ndr]
150A33811A – 40 × 62 verticale Maddalena (come zingara)
Domenica 13 agosto
15133813 69 × 89 orizz. Luisa e Lelle sdraiate, montagnose.
Lunedì 14 agosto
15233814 – 8F. orizz. n.m. con peperoni
Martedì 15 agosto
15333815 – affresco ritratto di Riccardo [Riccardo Levi, fratello minore di Carlo, ndr]
Giovedì 17 agosto
15433817 – 8F. orizz. Ritratto di Gaby che dorme <…>
155A33817A – 12F. orizz. Paesaggio di rocce
156M.33817B – monotipo orizz. Papà e mamma [Ercole Levi e Annetta Treves, ndr] seduti
Domenica 20 agosto
15733820–12 F. verticale—Pineta
Lunedì 21 agosto
15833821 – 8F. verticale paesaggio fascie [?], con solchi bagnati, carriola, tridente, ecc.
Martedì 22 agosto
15933822–12 F. orizz. paesaggio con rocce, Capo Mele, cielo al tramonto.
Mercoledì 23 agosto
16033823 8 F. orizz. Ritratto di Giuliana [Giuliana Segre, ndr] col viso appoggiato alle mani su una spalliera.
Venerdì 25 agosto
16133824–30 F. orizz. Ritratto di Mirella dormiente sdraiata sulla schiena
16233825A – 69 × 89 orizz. Ritratto di Mirella dormiente sdraiata sul fianco sinistro.
Sabato 26 agosto
16333826 – piccola tavoletta orizzontale. Paesaggio di Alassio da casa, col mare. <… …>
Lunedì 28 agosto
E. Tériade – Minotaure <… …>
16433828 – orizz. Lelle [la sorella Lelle Levi, poi moglie di Dino Sacerdoti, ndr] e Giuliana in amaca
Martedì 29 agosto
16533829 – 8F. orizz. 5 fichi, 3 fichi aperti, 3 pesche.
Mercoledì 30 agosto
16633830 – 30F. orizz. Maddalena [modella cameriera, ndr] e fichi
Giovedì 31 agosto
167M. 33831A mon. verticale vaso di garofani
168M. 33831B mon. vert. Ritratto di Leo
169M. 33831C mon. vert. Maddalena di profilo spettinata
170M. 33831D mon. Orizz. due che si baciano.
— Lavorato al 33830
III° quadrimestre
Venerdì 1 settembre
1713391–8 F. orizzontale paesaggio con <…>, casa <…>
172M. 3391A orizz. fichi e <…>
173M. 3319B orizz. fichi e foglie
Domenica 3 settembre
1743393 Tela 50 × 70 circa orizzontale
Maddalena dormente
Lunedì 4 settembre
1753394 – Tele 8F. verticale
Zia Letizia
Martedì 5 settembre
1763395– Tela 8 F orizzontale Paesaggio di mare con grappolo d’uva (gioco delle bocce)
Mercoledì 6 settembre
1773396–15 P. orizz. tela Paesaggio di rocce, nella “<…>” e pini.
Giovedì 7 settembre
1783397–12 F. orizz. tela Paesaggio con alberi, sotto casa.
Venerdì 8 settembre
1793398 – 15P. orizz. Paesaggio con carrubi, Capo Mele, casa, <…> con fagioli ramati, ecc.
Sabato 9 settembre
1803399 – Tela orizz. Ritratto di Lelle che legge
Domenica 10 settembre
18133910 – Tela 73 × 100 orizz. Torta, pani, fichi.
Lunedì 11 settembre
18233911 – Tela 8F. orizz. Ritratto di prozia
Martedì 12 settembre
18333912 – 12F. orizz. Paesaggio grigio, davanti a casa, aiuole.
Mercoledì 13 settembre
18433913–40 M. orizz. Indiana
Giovedì 14 settembre
<… …>
Venerdì 15 settembre
18533915–15 P. vert. Zia Letizia
186 A33915A– 12 F. orizz. fichi grossi
Sabato 16 settembre
187D.33916D. disegno a penna di fichi (regalato a Nello)
Domenica 17 settembre
188D.A.33917D.A. acquarello di fichi (regalato a Paola [Paola Ginzburg in Olivetti, ndr])
Lunedì 18 settembre
18933918 – verticale Ritratto di Paola
Martedì 19 settembre
19033919 – ritratto di Paola (raschiato)
Mercoledì 20 settembre
191M. 33920A Mon. Orizzontale Spiaggia del Forte —
196M. 33921E m. orizz. bambino Rob. [?] sulla finestra e modella sul letto. (per quadro Paola)
197M. 33921F m. orizzontale sole, persone, neve, pallone, Minerva, simboli.
Giovedì 21 settembre
192M. 33921A m. orizz. Spiaggia del Forte
193M. 33921B m. orizz. Spiaggia del Forte con cabina e villa <…>
194M. 33921C orizz. Spiaggia del Forte con villa <…>
195M. 33921D orizzontale camera con letto (per il quadro di Paola)
Venerdì 22 settembre
19833922–30 F. orizz. Lelle sdraiata
199M. 33922A – m. orizz. uomo che dorme. Nel tondo in alto, donna e bambino
Sabato 23 settembre
finito il 33922
200M.33923A. mon. Verticale “Due donne in cima della mente mia”
Domenica 24 settembre
20133924–80 P. (circa) orizzontale 146 × 120 Lelle e Maddalena sdraiate
202M. 33925A mon. Orizzontale stesso soggetto del quadro 33924 (rovesciato)
20333925–15 P. orizz. Mamma e Zia Letizia (Zingarelle)
Martedì 26 settembre
continuato il 33924
Mercoledì 27 settembre
continuato il 33924
204M.33927A – m. orizzontale Lelle col gatto in grembo
205M.3927B – m. verticale candeliere, candela, carte, bottiglia, bicchiere.
Giovedì 28 settembre
20633928 – 12F orizzontale Paese con mare verde, belvedere con bandiera bianca
Venerdì 29 settembre
20733929–12 F. orizzontale Paese (visto dal belvedere) con Capo Mele, mare verde, valletta con fascie verdi.
Lunedì 2 ottobre
20833102 – piccolo cartone tela orizz. Mariuccia sdraiata
Martedì 3 ottobre
Poesia e non poesia.
Alfieri. giusta la definizione di protoromantico – il superuomo. Lo sceveramento di poesia e oratoria – ma insufficiente la delimitazione della poesia. II. Monti. buonissimo. poeta dell’arcadia e dell’immaginazione poesia della poesia. Tono adattissimo.
Mercoledì 4 ottobre
Giovedì 5 ottobre
Venerdì 6 ottobre
pur si afferma uomo, levando l’occhio al cielo. Chi si pone nel punto di vista dell’amore, ossia della passione, è nel punto opposto a quello del moralista”.
Manzoni moralista: di qui il suo limite. ottimo
XIII. Berchet. distinzione di oratoria e didascalica poesia popolare + < > XIV. Giusti. poesia prosastica XV. Heine. celia/non poesia poesia della fanciullezza |
Sabato 7 ottobre
Domenica 8 ottobre
A proposito di Poe “L’ardire di taluni uomini a lavorare sull’orribile è spesso effetto di una grande energia morale disoccupata, talvolta di una ostinata castità e anche di una profonda sensibilità repressa”. Peccato [?] della sua poesia: intellettualità e sensualismo. cita Vin des chiffoniers e petites vieilles.Analisi del mondo morale di Baudelaire superficiale, che sfugge tutto, e della poesia ancor peggio.
XXI. Flaubert. romantico dai desideri profondi, con liberazione nell’arte (come Baudelaire). Misticismo estetico di Salammbo ecc. Moralismo.
Lunedì 9 ottobre
Leopardi Baudelaire Maupassant materia malata romantica stile classico. Carducci: poeta vate, omerida, integra moralità
Martedì 10 ottobre
209331010 Cartone 48 × 58 Autoritratto
Venerdì 13 ottobre
210331013 Cartone 50 × 60 orizz. N.m. cestino, porcellana, martello, metro
211A331013A Cartone 50 × 60 verticale
Domenica 15 ottobre
331015212 8F. verticale autoritratto (-)
Lunedì 16 ottobre
Quadro del Correggio? A. Venturi, Storia dell’arte – IX vol. pag. 677 <… …>
Mercoledì 18 ottobre
213331018 – 12F. vert. Lelle in marrone
Giovedì 19 ottobre
214331019–12 F. verticale Betty
Lunedì 23 ottobre
<… …>
Martedì 24 ottobre
215331024–8 F. verticale
216A331024A – 8F. orizz. N.m. con straccio, uva verde e foglia d’uva verde, uva gialla.
Mercoledì 25 ottobre
217331025 – 30F. orizz. N.m. uva nera e verde, due banane, foglie d’uva.
Giovedì 2 novembre
331102218 – Tela 100 × 73 orizzontale Nudo della modella Maria Teresa [Maria Teresa Maranzano, modella, ndr]
Lunedì 6 novembre
219331106–12 F. orizz. Tela Maria Teresa dormiente appoggiata al tavolo.
220 A331106A– 8 F. verticale Mamma in nero
Martedì 7 novembre
221331107–36 × 48 orizz. tela N.m. una banana, 2 mezze mele
Mercoledì 8 novembre
222331108–8 F. verticale
<… …>
Giovedì 9 novembre
223331109 – Tela 146 × 97 verticale Nudo Maria Teresa
Venerdì 10 novembre
continuato 331109 <… …>
Sabato 11 novembre
224331111 – Tela 100 × 73 verticale Nudo Maria Teresa con testa piegata a sinistra, dai fianchi in su.
Domenica 12 novembre
225331112 – Tela 50 × 65 orizz. Riccardo sdraiato
Mercoledì 15 novembre
226331115 – Tela 50 × 65 orizz. N.m. con pasticcini, mela spaccata, banane.
Giovedì 16 novembre
227331116 – Tela 50 × 61 verticale <… …>
Venerdì 17 novembre
228331117 – Tela 69 × 89 orizz. Nudo Maria Teresa
Venerdì 24 novembre
229331124 8 F. orizz. Foglie di magnolia
Sabato 25 novembre
230331125–65 × 80 orizz. Foglie di magnolia, frutti, tre mele, una rosa, panneggio.
Martedì 28 novembre
231331128–69 × 89 orizz. Modella Mary sdraiata (brutto)
Giovedì 30 novembre
232331130–69 × 89 verticale autoritratto (cattivo)
233D.331130D. – disegno a penna per Luisa da Ferrata.
Venerdì 1 dicembre
234331201–80 P. orizz. Nudo Mary di schiena
Sabato 2 dicembre
continuato 331201
Domenica 3 dicembre
235331203–65 × 50 vert. Ritratto di Betty, vestito bianco.
Lunedì 4 dicembre
23631204–80 P. orizz. Nudo Maria Teresa
Martedì 5 dicembre
237331205 – Cominciato Adamo e Eva
Giovedì 7 dicembre
continuato Eva 331205
Lunedì 11 dicembre
238331211–8 F. continuato il 331204
Venerdì 15 dicembre
239331215–30 F. orizz. Nudo Maria Teresa gambe intrecciate dormente.
Domenica 17 dicembre
240D.331217 – Copertone per Luisa
Mercoledì 20 dicembre
241331220– 8F. orizz. N.m. con pane e candela.
Giovedì 21 dicembre
331221242–50 × 65 vert. Autoritratto
Venerdì 22 dicembre
Modella Gemma Arduino
Domenica 24 dicembre
243331224–69 × 89 verticale Nudo Maria Teresa
Domenica 31 dicembre
244331231 – Pasta greca.
